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paolo

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Tutti i contenuti di paolo

  1. Edera o Ellera Hedera helix ing: ivy fr: lierre Rampicante molto comune, spesso coltivato a scopo ornamentale. Tutta la pianta è tossica per il contenuto in saponine, glicosidi (ederina e ederagenina), alcaloidi e flavonoidi.
  2. Sono stato informato dalla nostra Criss (cbattini), l'autrice della scheda sul cane presente nella sezione Cavie e non solo... , che è prossima alla firma la nuova direttiva europea che regolamenta la vivisezione. Oltre a non andare nel senso di impedire questa crudele pratica, darebbe ulteriori concessioni ai vivisettori. Chi volesse approfondire e protestare può usare i seguenti links: http://www.leal.it/ e http://www.leal.it/campagna-bruxelles/petizione-online/ Se potete fate girare, grazie!
  3. Erba miseria o Tradescanzia o Zebrina Tradescantia spp. Una serie di piante erbacee, apparentemente alquanto diverse tra loro, da noi coltivate come piante pendenti. Non sono di interesse alimentare, ma non sarebbero velenose.
  4. Erba gatta o Gattaia Nepeta cataria ing: cat mint fr: herbe-aux-chats Spesso apprezzata dai gatti perché contiene un terpene che ricorda un feromone felino. Si può dare con moderazione perché è molto nutriente. Diffusa in tutta Italia con l’eccezione della Sardegna, dove però è diffusa la gattaia di Sardegna (N. foliosa Moris).
  5. Erba di campo ing: field grass, green grass L'erba di campo polifita è l'alimentazione più naturale e più adatta a piccoli roditori e conigli, particolarmente gradita da quelli che non la mangiano mai. Naturalmente una scorpacciata potrebbe causare qualche problema digestivo al pari di altri nuovi alimenti o nuove verdure; basta abituare l’animale progressivamente con quantitativi via via crescenti. L’eventuale colorazione rossa delle urine non deve spaventare perché certe erbe contengono componenti con una struttura chimica simile a quella dell'emoglobina del sangue. Talvolta sull’erba bagnata si trova una schiuma che è stata depositata da un ragnetto: non è pericolosa e si elimina con una veloce lavata. Quando si raccolgono erbe spontanee per l’uso di cavie, conigli e... umani, ricordare sempre: - evitare la raccolta sui bordi delle strade o in parchi frequentati da cani o altri animali; - non raccogliere erbe che non si conoscono o piante malate o ammuffite; - dopo la raccolta non lasciare l’erba in sacchetti di plastica e non tenerla ammassata, ma arrivati a casa stendere quella che non verrà consumata subito su fogli di giornale o su un piano di legno, possibilmente lasciandola seccare al sole e smuovendola di tanto in tanto; - alternate sempre l'erba fresca con la verdura e il fieno, soprattutto se i vostri animali non sono abituati a questo tipo di alimentazione naturale.
  6. Digitale o Erba aralda o Ditale della Madonna Digitalis purpurea e D. lanata ing: foxglove fr: digitale laineuse Pianta spontanea, con foglie rugose che potrebbero essere confuse con la borragine. Tutte le parti della pianta sono tossiche per la presenza di glicosidi cardioattivi (digossina, digitossina, digitalina), particolarmente concentrati nelle foglie. Pericolosi anche l’acqua che ha contenuto i fiori e il fumo che si sprigiona dalla sua combustione.
  7. Dieffenbachia o Pianta del muto Dieffenbachia spp. ing: mother in law, dumb cane Originaria del Sudamerica, si ritrova negli appartamenti. Le foglie contengono ossalati cristallizzati in forma di minuscoli aghi (rafidi) all’interno di cellule dette esplosive; una pressione sulla pianta provoca l’espulsione all’esterno dei rafidi. L’acqua dell’innaffiatura venuta a contatto con la pianta può risultare tossica per bambini e animali domestici.
  8. Dracena Dracaena spp. ing: corn plant fr: dragonnier Ne esistono numerose specie presenti come piante d’appartamento. Assomiglia molto alla Yucca, detta anche Tronchetto della felicità, e con essa può essere confusa.
  9. Ciao a tutti! Mi sono ricordato di questa guida per realizzare foto presente nel sito Furettomania (www.furettomania.it) e la riporto qui. Con gli opportuni adattamenti potrebbe essere utile per fotografare i nostri porcelli. 1. Estraete la pellicola dalla sua scatola e inseritela nella macchina fotografica. 2. Recuperate la scatola da sotto il divano e buttatela nel sacco dell'immondizia. 3. Togliete il furetto dal sacco dell'immondizia e pulitegli il naso dai fondi di caffè. 4. Scegliete uno sfondo per la foto. 5. Fissate la macchina fotografica sul treppiede e mettete a fuoco. 6. Cercate il furetto nella cesta della biancheria da lavare e toglietegli dalla bocca il calzino. 7. Collocate il furetto nel punto messo a fuoco e ritornate alla macchina fotografica. 8. Lasciate perdere la messa a fuoco e strisciate sulle ginocchia all'inseguimento del furetto. 9. Mettete a fuoco con una mano e tenete a bada il furetto con l'altra. 10. Convincete il furetto a stare tranquillo gratificandolo con un omogeneizzato. 11. Prendete un panno e pulite l'obiettivo dalle macchie di omogeneizzato. 12.Togliete la lampadina del flash dalla bocca del furetto e buttatela nel sacco dell'immondizia. 13. Prendete il furetto dal sacco dell'immondizia e ripulitelo dalle carte di caramelle. 14. Raccogliete i giornali e rimetteteli sul tavolino. 15. Cercate di richiamare l'attenzione del furetto facendo squittire una paperetta di gomma sopra la vostra testa. 16. Raccogliete i vostri occhiali e bloccate il furetto mentre nasconde la macchina fotografica sotto al divano. 17. Fate uno scatto ad afferrare il furetto per la collottola gridandogli: "La birra, no! Quella è la mia birra!" 18. Chiedete a vostra moglie di aiutarvi a ripulire il casino fatto. 19. Rimettete il furetto nella sua gabbia e preparatevi una abbondante e forte bibita. 20. Sorseggiate la bibita nella vostra poltrona preferita e giurate a voi stessi che domani, per prima cosa, insegnerete al furetto il significato delle parole "Seduto!" e "Fermo!".
  10. Riflettevo sul fatto che se la zooantropologia si propone di studiare l'interazione uomo-animale, in tal modo perseguendo gli obiettivi di realizzare adozioni informate e consapevoli, ridurre gli abbandoni, rispettare la vita animale ... ... allora noi nel nostro piccolo abbiamo sempre fatto zooantropologia guardando i nostri pelosini con occhi attenti, mettendo spesso in discussione il nostro modo di approcciarli, diffondendo la conoscenza sull'allevamento e combattendo l'abbandono e la riproduzione indiscriminata.
  11. Negli ultimi anni il rapporto con gli animali, particolarmente con i cosiddetti pet, si è indirizzato verso la ricerca di una visione nuova, non più strumentale all’utilizzo dell’animale o sostitutiva di una figura assente (figlio, partner), ma desiderosa di portare più in profondità la relazione uomo-animale. Oggi desideriamo stare di più con loro, viaggiare, giocare, fare fitness, praticare la pet therapy, socializzare grazie ad essi... L’animale diventa un gradito interlocutore con il quale relazionarsi e si apre quindi la richiesta per maggiori e specifiche conoscenze etologiche. Proprio in questa ottica, alla fine degli anni ’80 nasce una nuova disciplina, la zooantropologia, che studia il rapporto uomo-animale negli eventi di interazione e relazionali e valuta, per la prima volta, la qualità dei contributi apportati all’uomo in questa relazione. La zooantropologia si propone di valorizzare la presenza degli animali, sottolineandone il significato educativo e assistenziale, e di costruire le basi di una società che deve arrivare a comprendere l’uomo e gli animali con pari valore e diritti; solo attraverso lo studio dell’interazione tra uomo e animale può scaturire il rispetto e la considerazione dell’eterospecifico come essere vivente con pari dignità. La ricerca zooantropologica afferma che non è possibile comprendere lo sviluppo, la storia e la cultura dell’uomo prescindendo dal contributo offerto dall’alterità animale; in altre parole l’uomo di oggi è il risultato dell’incontro, nei secoli, con la controparte animale e tale consapevolezza diminuisce la distanza che separa la nostra specie dalle altre e afferma l’insostituibilità della presenza animale nella definizione dell’essere umano. Partendo da tali fondamenti la zooantropologia desidera contribuire a realizzare un futuro dove: - prima di effettuare un’adozione si prenderanno da persone esperte le opportune informazioni sul modo migliore d’allevamento; - le persone adotteranno un animale nella piena consapevolezza dell’impegno assunto; - il triste fenomeno dell’abbandono sarà drasticamente ridotto; - cercheremo l’incontro con animali a noi inconsueti non per scattare foto, ma per osservare e comprendere società diverse dalla nostra, ma ugualmente degne di rispetto. Ovviamente la zooantropologia deve molto ad altre discipline, in primis l’antropologia e l’etologia, ma anche la psicologia e la pedagogia. E’ quasi banale citare l’impulso che gli studi di Konrad Lorenz hanno dato alla comprensione dei sistemi di comunicazione fra specie diverse; uno dei suoi più importanti contributi è stata la riflessione sulla validità degli approcci cognitivi dell’uomo, solo uno dei tanti modi di conoscere che hanno le specie animali, talvolta insufficiente. Proprio in questo la zooantropologia intende distinguersi dalle altre scienze, affermando l’importanza della coppia umano-animale, che viene vista come una realtà indivisibile, in continua evoluzione e trasformazione, capace di dar vita a processi di interscambio culturale, non solo da analizzare nella definizione del grado di parentela evolutiva delle specie. Nell’interazione uomo-animale il secondo non ha più un ruolo solo passivo, ma porta funzioni non-umane all’interno del nostro repertorio formativo e culturale, dischiudendoci orizzonti al di fuori degli schemi innati e consentendoci di conseguenza un avvicinamento alle altre specie.
  12. Si, però i colori sono un po' falsati, come dicevo sopra, e questa dominante blu in realtà è molto più tenue. Comunque Nerone ringrazia tutti per i complimenti!
  13. Nerone è molto difficile da fotografare, proprio a causa del pelo così lucido. Se usi il flash l'immagine ti restituisce dei riflessi assurdi, dove i suoi "colpi di sole" hanno il sopravvento e assume un colore complesivo stranissimo; senza flash solitamente si vede una macchia scura senza punti di riferimento (esattamente come lo vedo naturalmente io! ). Si, questa immagine è senz'altro particolare ed evidenzia il porcello campione di cavio-sumo.
  14. Ciao a tutti! Ho realizzato casualmente un'immagine di Nerone in un'insolita vista a mezzobusto.
  15. Crisantemo Chrysanthemum spp. ing: chrysanthemum fr: chrysanthème Il genere comprende diverse specie di margherite. La linfa di queste piante contiene piretrine che possono dare irritazione cutanea per contatto e problemi gastrointestinali se ingerite, particolarmente in specie come Chrysanthemum morifolium e Dendranthema grandiflora.
  16. Crespino Berberis vulgaris ing: barberry, sowberry fr: vinettier Fusto e foglie non costituiscono pericolo, però contengono tannini che possono rallentare la digestione dei piccoli roditori e conigli. Occorre invece fare attenzione alle radici (improbabile che vengano proposte ai porcelli) che contengono un alcaloide, berberina o berberidina, pericoloso ad alti dosaggi. Diffuso in tutta Italia tranne che nelle estreme regioni meridionali e in quelle insulari.
  17. Introduzione alla Pet Therapy Ormai da migliaia di anni fra l’uomo e alcune specie animali esiste una relazione speciale che, in tempi recenti, ha consentito di mettere a punto terapie capaci di alleviare traumi psicologici, handicap fisici e altro ancora: stiamo parlando della Pet Therapy, una disciplina dolce basata sull’interazione uomo-animale. All’interno della Pet Therapy possiamo distinguere due differenti modalità di interazione: attività svolte con l’aiuto di animali e terapie svolte con l’aiuto di animali. Nel primo caso l’obiettivo può essere migliorare la qualità della vita in situazioni critiche (persone anziane, non vedenti, malati terminali) o favorire il miglioramento dei rapporti umani in genere. In questo caso le attività si concretizzano in interventi educativi e ricreativi. Invece, le terapie svolte con l’aiuto di animali si propongono di integrare, rafforzare e coadiuvare le terapie mediche tradizionali con interventi mirati a favorire il raggiungimento di funzioni fisiche, sociali, emotive e cognitive. L’obiettivo in questo caso può essere migliorare la memoria o altre capacità mentali, controllare il rilassamento corporeo, accrescere l’autostima, migliorare le capacità relazionali e contrastare la fobia animale. Oltre al terapeuta animale, diverse figure professionali (medici, veterinari, psicologi, assistenti sociali, infermieri, insegnanti, etologi e addestratori) concorrono a realizzare la Pet Therapy interagendo tra loro, ognuna con un ruolo ben preciso. Solo animali domestici adulti vengono utilizzati come terapeuti nella Pet Therapy; sono escluse le specie selvatiche, molti degli esotici e i cuccioli di ogni specie. Ad essere coinvolti sono solitamente cani, gatti, conigli, criceti, cavalli, pappagalli, pesci, delfini, ma anche asini, capre e mucche. Con il cane, in particolare, sono varie le occasioni in cui si possono apprezzare costruttive collaborazioni: attraverso il gioco, l’offerta di compagnia e la richiesta di interazione, il miglior amico dell’uomo viene infatti impiegato come co-terapeuta nella cura di bambini, adulti e anziani. A proposito di questi ultimi, è appurato che essi trovano grande giovamento anche nella cura dei volatili, in particolare dei pappagalli. Anche il gatto è un protagonista della Pet Therapy: trattandosi di animale indipendente, con elevati standard di pulizia e facile da accudire, si rivela ideale per quelle persone che vivono sole o che hanno difficoltà di movimento. Criceti e conigli sono invece ottimi partner per quei bambini che stanno attraversando una fase difficile nella loro crescita e che possono ricavare un grande beneficio osservando accarezzando e prendendosi cura di questi animaletti. (il testo è elaborato sulla base di un articolo pubblicato in Pets &the City)
  18. Colchico autunnale o Freddolina o Zafferano bastardo Colchicum autumnalis ing: autumn crocus, wild saffron fr: colchique d’automne Sono pericolosi i bulbi e i semi perché contengono alcaloidi (colchicina e colchiceina), il glicoside colchicoside e flavonoidi. E’ diffuso nelle regioni settentrionali e in Sardegna.
  19. Cipresso Cupressus sempervirens ing: cypress fr: cyprès Contiene tannini e oli essenziali in tutte le parti della pianta; è più prudente evitare l’assaggio. Diffuso in tutta Italia.
  20. Ottima l'idea delle schede! Per quanto riguarda l'immagine: anche io le allego usando le Opzioni addizionali.
  21. paolo

    Sayra

    Oh, brava! Un benvenuto ufficiale! Hai fatto bene a ricordare la validità del tuo annuncio perchè, come sai, preferiamo che nella bacheca non si accumulino messaggi superati. Allora aspettiamo anche qualche foto!
  22. Anche io uso il dispenser a vaschetta che si pone esternamente, in dotazione alla gabbia. So che qualcuno usa la pallina, che si può appendere al soffitto della gabbia all'altezza voluta, per stimolare il porcello a fare un po' di stretching per mangiare il fieno. Personalmente la considero un di più.
  23. Ottimo, direi che ci siamo tutti chiariti! Adesso aspettiamo nuove foto. E a proposito... Elisa: è tanto che non ci aggiorni con qualche immagine di Gizmo, o sbaglio? /f/
  24. paolo

    Rognupa

    Niente di nuovo, purtroppo... Ciao!
  25. paolo

    Rognupa

    Mi dispiace tantissimo! Purtroppo questi animaletti spesso se ne vanno in un tempo brevissimo; non fatevi sensi di colpa, avete fatto del vostro meglio. Tanti pensieri di luce per Popi!
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