Amica Cavia: paolo - Visualizza il profilo - Amica Cavia

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Discussioni che ho iniziato io

  1. Johann Jakob von Tschudi

    29 May 2019 - 09:04 AM

    Con questa scheda spero di poter iniziare una serie di appuntamenti dedicati alle persone che hanno in qualche modo legato il loro nome alle cavie.

    In realtà questa sarebbe più precisamente la terza scheda sull’argomento; abbiamo infatti già avuto diverse occasioni in Forum per menzionare Cristoforo Colombo, Ammiraglio del mare Oceano, e abbiamo trattato con particolare attenzione il suo possibile primo incontro con la cavia http://www.amicacavi...lultimo-enigma/

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    E abbastanza recentemente, all’interno del CavioNews n.27, abbiamo dedicato un articolo a George Papanicolaou, che grazie allo studio del ciclo estrale della cavia ha potuto mettere a punto un inestimabile strumento di prevenzione dei tumori dell’apparato genitale femminile: il PAP test.
    http://www.amicacavi...1-cavionews-n27

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    Dopo questa necessaria introduzione passiamo al personaggio protagonista di questa scheda.


    Johann Jakob von Tschudi

    Glarona, Svizzera, 25 luglio 1818 - Lichtenegg, Austria, 8 ottobre 1889

    Naturalista ed esploratore svizzero, studiò scienze naturali e medicina; nel 1838 andò in Perù, su incarico del museo di storia naturale di Neuchâtel, dove rimase 5 anni per studiare la fauna e costituire una collezione di piante andine.

    In una pubblicazione del 1845 il von Tschudi descrisse una specie di cavia selvatica che successivamente avrebbe portato il suo nome: Cavia tschudii.

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    Ritornò successivamente tra il 1857 e il 1859 per un secondo viaggio che lo condusse a visitare Brasile, Argentina e, al di là delle Ande, Cile, Bolivia e Perù.
    In quell’occasione compì la sua impresa più difficoltosa: l’attraversamento delle Ande in 66 giorni (18 giugno – 13 agosto 1858) all’altezza del deserto di Atacama, viaggio del quale ci lasciò il resoconto e una precisa mappa del nuovo itinerario aperto tra Argentina e Cile.

    Visitò l’America una terza volta (1860-1862), venendo nominato ambasciatore della Confederazione Elvetica in Brasile; in quella veste si adoperò per migliorare le condizioni di vita dei coloni svizzeri (e di altre etnie europee) presenti in quel continente. Nel frattempo esplorò il paese ed estese i suoi interessi alla zoologia, all’etnologia, all'antropologia, alla storia delle culture e alla linguistica pubblicando saggi in tutte queste discipline e raccogliendo materiale per le collezioni museali.

    Al suo ritorno in Europa descrisse e illustrò le sue esplorazioni in una grande opera in 5 volumi: Reisen durch Südamerika (1866-69) .

    due copertine di suoi volumi:
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    I suoi scritti sulla sua esperienza sudamericana sono stati e sono tuttora consultati da studiosi e appassionati, come dimostrato dal grafico sottostante che mostra nel tempo le pubblicazioni dell’autore stesso (in arancione), le opere postume e le riedizioni dei suoi scritti (in verde) e le pubblicazioni concernenti l’autore (in blu) (da: WorldCat).

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    Il sito archeologico di Chan Chan in Perù (850-1470), capitale della civiltà Chimù, è la più grande città precolombiana dell’America meridionale; un complesso al suo interno, meta dei turisti che visitano i resti dell’antica città, porta il suo nome: la “cittadella Tschudi”.

    Un’immagine delle rovine di Chan Chan e il dettaglio di un muro scolpito:

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    Tschudi terminò la sua carriera come ambasciatore svizzero a Vienna dal 1872 al 1883.




    Per quanto ci riguarda più da vicino, il nome dell’eminente esploratore e scienziato è legato ad una specie di cavia selvatica: la Cavia tschudii.

    Questa cavia è così classificata:
    ordine: Roditori
    sottordine: Istricomorfi
    famiglia: Caviidae
    sottofamiglia: Caviinae
    genere: Cavia
    specie: Cavia tschudii
    sinonimi: C. cutleri, C. leucopyga, C. aperea tschudii, C. tschudii pallidior, Microcavia niata

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    Localmente la Cavia tschudii si chiama “cuy de Tschudi” o “sacha cui”.
    In inglese “montane guinea pig” o “wild cavy”; in olandese “tschudicavia”; in francese “cobaye de Tschudi”; in tedesco “Tschudis Meerschweinchen”; in portoghese “porco da guinè selvagem”; in spagnolo “cuy silvestre” o “poronccoy”; in svedese “tschudimarsvin”.
    E in italiano: ovviamente “cavia selvatica”!

    E’ presente nella regione andina di Argentina, Bolivia, Cile e Perù.

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    Come puntualizza il suo nome inglese, “montane guinea pig”, è una specie che vive prevalentemente ad altezze comprese tra 2000 e 3800 metri ed è stata osservata fino a quote di 4500 metri. E’ in grado di scavare tane sotterranee dotate di numerosi ingressi, probabilmente per difendersi dai rigori del clima d’alta quota e per sfuggire ai predatori.
    Le giovani Cavia tschudii diventano fertili intorno ai due mesi e dopo una gestazione che dura mediamente 63 giorni (in cattività) mettono al mondo da uno a quattro cuccioli.
    La vita media di questa specie è calcolata in 6,3 anni.

    Si ritiene sia la specie selvatica più vicina a quella domestica (le due specie si sarebbero separate circa 5000 anni fa) e questa ipotesi è confortata anche da una notevole analogia tra i cromosomi di Cavia tschudii e di Cavia porcellus (vedi anche http://www.amicacavi...i-e-differenze/)

    cariotipo da maschio di C. tschudii (a sinistra) e di C. porcellus (a destra)
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  2. L’importanza della vitamina C nelle diverse fasi della vita della cavia.

    22 May 2019 - 05:07 PM

    Alla vitamina C, un micronutriente fondamentale per il benessere dei porcellini d’india (ma anche per noi umani!), abbiamo dedicato diverse schede e discussioni all’interno del nostro Forum.
    Con queste righe desidero riassumere le schede già presenti e tentare di fare il punto sulla necessità di vitamina nelle diverse fasi della vita del porcello.
    Ma prima un breve sunto delle più recenti conoscenze sull’argomento.

    La vitamina C, o acido ascorbico, è un potente antiossidante che neutralizza i radicali liberi e contribuisce a rallentare il processo di invecchiamento; facilita l’assorbimento del ferro e favorisce la produzione dei globuli rossi del sangue; rafforza le difese immunitarie dell’organismo; è un cofattore indispensabile nella sintesi del collagene, la principale proteina del tessuto connettivo, del tessuto osseo e della dentina dei mammiferi.
    Una carenza cronica di questa vitamina causa una grave malattia: lo scorbuto
    In natura la vitamina C è presente in alcuni alimenti, particolarmente nella verdura e nella frutta.
    Essa è comunque prodotta dalla maggior parte dei vertebrati a partire dal glucosio; fanno eccezione poche specie animali, fra le quali l’uomo e il porcellino d’india, perché privi di un enzima chiave per la sintesi di tale molecola: la L-gulonolattone-ossidasi, GLO.

    Ma se la vitamina C è così importante, perché la cavia è incapace di produrla da sé?
    Tale capacità è stata persa dagli antenati dei nostri porcellini circa 20 milioni di anni fa. All’epoca essi vivevano in ambiente ricco di vegetazione, nel quale la vitamina C era disponibile in quantità nella verdura e nella frutta, rendendo la biosintesi della vitamina alquanto superflua; è possibile che una mutazione abbia inattivato il gene della GLO, liberando quindi risorse energetiche a favore di altri cicli metabolici.

    Il requisito della vitamina C è presente in tutte le fasi della vita e un ridotto apporto di essa può avere conseguenze anche importanti.

    Nella cavia gravida e nel feto.

    Una riduzione dei micronutrienti può avere conseguenze negative per la salute fetale e per il risultato della gravidanza.
    Nel corso della vita fetale tanto l’umano quanto il porcellino d’india sono completamente dipendenti da un adeguato apporto materno di vitamina C. Se mamma cavia soffre per un prolungato deficit della vitamina, il trasporto di essa al feto è scavalcato allo scopo di mantenere la concentrazione materna anche a spese della progenie, con inevitabili danni fetali.

    Consideriamo anche che durante la vita fetale le difese fisiologiche sono più basse e questo rende il cervello più vulnerabile allo stress ossidativo se c’è carenza di antiossidante: un deficit di vitamina C durante la vita fetale ne mette a rischio il corretto sviluppo.
    Nella cavia il picco di crescita del cervello è raggiunto intorno ai 15 giorni prima della nascita, ovvero intorno al giorno 50 di vita fetale. Interferenze con i requisiti ottimali del feto possono determinare importanti effetti negativi sullo sviluppo successivo come un basso peso corporeo, una riduzione delle cellule ippocampali del cervello e alterazioni cognitive.

    Nel neonato e nel periodo immediatamente post-natale.

    I neonati sono particolarmente suscettibili alla malnutrizione a causa delle loro limitate riserve di micronutrienti e della loro rapida crescita.
    I meccanismi antiossidanti (ascorbato, tocoferolo, glutatione e superossido-dismutasi) sono ancora immaturi e un deficit di vitamina C nei piccoli di cavia in svezzamento porta ad una loro rapida deplezione, mentre aumenta significativamente l’ossidazione delle proteine.

    Il cervello nel neonato è un organo altamente vulnerabile e per questo mantiene una delle più alte concentrazioni intracellulari di vitamina C di tutto l’organismo; un eventuale deficit nella prima parte della vita postnatale dei porcellini d’india riduce l’efficienza dei sistemi antiossidanti e questo causa un’alterazione nello sviluppo dei neuroni, con una perdita del 30% di essi particolarmente nell’ippocampo, e conseguente deterioramento della funzione della memoria spaziale. La successiva somministrazione di vitamina C nel neonato non è in grado di ripristinare il danno creato dal deficit.
    Un deficit di vitamina C quindi può essere particolarmente dannoso durante il periodo neonatale: cuccioli di madri con deficit di vitamina C sono clinicamente ad alto rischio e anche per questo si deve porre attenzione alle conseguenze non riconosciute di un deficit marginale durante la gravidanza.

    Nel giovane e nell’adulto.

    Come abbiamo visto il cervello è un organo che risente significativamente della carenza di vitamina C, particolarmente durante lo sviluppo, ma anche in tutti gli altri momenti della vita. Durante una prolungata deplezione dei livelli dietari di vitamina C i livelli nel cervello calano solo al 25% dei livelli di saturazione a fronte del virtuale esaurimento negli altri organi, enfatizzando questa unica capacità del cervello di preservare elevati livelli della vitamina.
    Il deficit nella cavia, soprattutto se si instaura precocemente, causa deficit di memoria spaziale, diminuito volume ippocampale e diminuzione del numero di neuroni in animali per il resto sani, principalmente a causa degli aumentati livelli di stress ossidativo.

    Ma non è solo il cervello a subire danni per la carenza; anche i vasi sanguigni della cavia subiscono alterazioni nella morfologia delle componenti endoteliali e muscolari lisce. In cavie affette da scorbuto la concentrazione di collagene tipo IV ed elastina è fortemente diminuita: in virtù del ruolo fondamentale di tali molecole nel mantenimento dell’integrità strutturale della matrice extracellulare dei vasi sanguigni, una riduzione dei livelli potrebbe contribuire ai difetti strutturali e rendere conto delle anomalie osservate.

    E con l’avanzare dell’età...

    L’invecchiamento è un fenomeno fisiologico progressivo al quale contribuisce la diminuzione dei livelli di vitamina C.
    Nel porcellino d’india già dopo i 3 mesi d’età i livelli plasmatici e tissutali della vitamina prendono a declinare. Tra 9 e 42 mesi non si osservano significative differenze nei livelli di vitamina C nel plasma, fegato, reni, cuore e cervello; questo accade perché con l’età diminuisce l’assorbimento alimentare della vitamina C e il suo trasporto verso il plasma e i tessuti.
    Si deduce quindi che la vitamina C declina precocemente nella vita, come fenomeno legato alla maturazione dell’individuo.

    Aumentarne i livelli plasmatici negli individui più anziani può invertire parte del declino associato all’invecchiamento a causa del diminuito contenuto in vitamina C dei tessuti; però aumentarne l’introduzione con l’alimentazione potrebbe non essere sufficiente, vista la diminuita capacità di assorbimento e trasporto, e si renderebbe quindi necessaria una supplementazione per raggiungere adeguati livelli di questo antiossidante durante l’invecchiamento.


    Date queste premesse, ci domandiamo quando, nel corso della vita della cavia, è maggiormente necessaria la vitamina C?
    A questa domanda non abbiamo dubbi a rispondere: SEMPRE!

    Lo scorbuto, con le sue evidenti e terribili manifestazioni, è causato dalla carenza completa e continuata di questo indispensabile micronutriente, eventualità che si può concretizzare solo per assoluta ignoranza o noncuranza; devo dire che non è ho mai letto nel nostro Forum di una cavia affetta da tale patologia.

    In questa sede mi preme invece sottolineare l’importanza della carenza subclinica di vitamina, ovvero di un deficit parziale, sia esso temporaneo o continuato. Escludendo patologie concomitanti o un malassorbimento, un deficit parziale si può instaurare se non forniamo verdura con un sufficiente tenore di vitamina C o se la bestiola predilige comunque quei vegetali che ne sono più poveri.

    Sta a noi proprietari accorgerci se l’apporto dietario di vitamina è sufficiente: se sospettiamo che il nostro porcellino non assuma abbastanza vitamina dai vegetali proposti, se siamo in presenza di uno stato di malattia, malassorbimento, stress o gravidanza, se la cavia proviene da una situazione di abbandono o difficoltà, o se non conosciamo nulla sulla sua precedente gestione allora sarà buona prassi supplementare con un preparato a base di vitamina C, preferibilmente dopo esserci confrontati con il nostro veterinario di fiducia.
  3. I ratti sognano il cibo!

    13 May 2019 - 09:34 AM

    Mi stavo documentando sui danni cerebrali causati da una carenza di vitamina C nella cavia, con particolare riguardo a quella struttura nota come “ippocampo”, quando mi sono imbattuto in un articolo relativo al sogno nei ratti.
    Del sogno nella cavia ci siamo già occupati in Forum (http://www.amicacavi...no-nella-cavia/) e per questo motivo, trattandosi comunque di roditori, ho pensato che un cenno ai ratti potesse essere un interessante complemento.


    L’ippocampo è una parte del cervello importante per la formazione dei ricordi a lungo termine e per l’orientamento.

    L’ippocampo (struttura in colore rosa) all’interno del cervello umano (in alto) e di roditore (in basso).
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    All’interno di tale struttura si trovano dei neuroni definiti “cellule di posizione” (place cells) la cui attività è direttamente collegata alla posizione che il corpo occupa nello spazio e che sono quindi in grado di formare una mappa ben organizzata dello spazio circostante.
    In pratica, queste cellule consentono di rispondere alla domanda "dove mi trovo?" e sono una delle componenti fondamentali dell'orientamento e sono presenti, anche nell'uomo, fin dalla nascita.

    Si pensava che le cellule di posizione potessero formare una mappa solo quando è in atto uno spostamento fisico nello spazio circostante, ma recentemente abbiamo scoperto che le persone con l’ippocampo danneggiato avevano problemi a immaginare scenari futuri. Per esempio, i pazienti ai quali si chiedeva di immaginare se stessi distesi sulla spiaggia di un’isola tropicale affermavano di avere difficoltà a creare nella propria mente una scena coerente. Si è allora ipotizzato che le cellule di posizione formassero una mappa nello spazio non solo durante un’esplorazione fisica, ma anche mentale e ciò spiegherebbe il motivo per cui quei pazienti erano incapaci di costruire mentalmente dei luoghi immaginari ed elaborare pensieri su episodi non ancora avvenuti.

    Anche i ratti, come gli esseri umani, memorizzano nell'ippocampo le mappe mentali dei percorsi che si trovano a compiere. Esperimenti passati hanno chiarito che le place cells sono attive anche quando un ratto sogna di luoghi in cui è già stato e non solo mentre si trova sul posto. I ricercatori dell'University College London hanno voluto verificare se lo stesso accada anche per i luoghi in cui i ratti non sono ancora stati.

    Allo scopo i ricercatori hanno collocato alcuni ratti davanti a un percorso a "T" con il braccio superiore chiuso da una barriera trasparente; nella parte non accessibile del cunicolo si poteva intravedere da un lato un boccone di cibo mentre l’altro, invece, era vuoto.
    Dopo aver lasciato che i ratti osservassero il cibo, li abbiamo messi in una comoda tana dove hanno potuto schiacciare un pisolino per un’ora, monitorati da numerosi elettrodi che hanno registrato l'attività dei neuroni di posizione.

    Una volta svegli, gli animali sono stati introdotti di nuovo nello stesso percorso, nel quale erano stati nel frattempo rimossi la barriera e il cibo. Come prevedibile i ratti si sono mossi con piglio sicuro verso il braccio in cui avevano visto la ricompensa: come se avessero potuto "ripassare" il percorso durante la siesta.

    I neuroni di posizione che si sono "accesi" mentre camminavano sono stati gli stessi (e nello stesso ordine) attivatisi durante il sonno. Diversi da quelli relativi alla parte di percorso in cui non era presente il cibo, ignorata sia nel sonno, sia nella realtà.

    Schema dell’esperimento. Il premio in cibo è rappresentato dal dischetto giallo nel braccio destro del percorso nella sequenza iii).
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    Riassumendo: ai ratti è stato mostrato del cibo e anche quando questo non era più nel raggio visivo degli animali, essi continuavano a pensarci, creando possibili scenari futuri. Durante il periodo di riposo, infatti, le cellule di posizione che avrebbero poi fornito la mappa relativa al sentiero col cibo erano attive, mentre le cellule che rappresentavano il segmento vuoto non lo erano. Questo significa che l’ippocampo stava simulando o preparando dei percorsi futuri che conducevano all’oggetto desiderato.

    La scoperta supporta le teorie secondo le quali l'ippocampo è una struttura fondamentale che costruisce in continuazione pensieri relativi ad avvenimenti futuri.

    Se i ratti sognino veramente o meno è una cosa ancora poco chiara, ma ciò che è decisamente evidente è che loro sono in grado di prevedere il futuro, cioè qualcosa che deve ancora accadere proprio durante il loro sonno.
    In questo senso i ratti sarebbero molto simili a noi, in particolar modo sulla capacità di interrogarsi su ciò che riserva il futuro.

    Fonte: Olafsdottir HF e coll. Hippocampal place cells construct reward related sequences through unexplored space. eLife 26 giugno 2015.
  4. Il pomeriggio della domenica.

    12 May 2019 - 02:29 PM

    Vivo da solo, con Camilla s’intende, e in certi momenti mi annoio un po’.
    Soprattutto la domenica pomeriggio.

    Qualche domenica fa tornavo dalla piscina dove ero andato a nuotare un po’ e mentre stendevo l’accappatoio umido sul terrazzo ho visto un piccione volare verso di me; un vecchio piccione piuttosto massiccio e con una penna che sporgeva un po’ da un’ala, forse il ricordo di una contesa con un giovane rivale o con qualche gatto randagio del quartiere.
    Se non fosse stato per quella penna un po’ storta credo non lo avrei neppure notato.

    L’ho rivisto la domenica pomeriggio successiva e poi quella dopo ancora, sembrava proprio guardare me.
    Allora ho tirato fuori una vecchia sdraio, mi sono seduto comodamente, ho steso le gambe, e ho rivolto il viso verso il sole deciso a godermi il tepore primaverile.
    Lui, lo chiamerò così, come una persona, si è avvicinato anche se non troppo e si è accoccolato sul parapetto a qualche passo di distanza.
    Sono stato una mezz'oretta a godermi il sole sul viso, poi l’ho salutato cortesemente, come si deve a una piccione già di una certa età, e sono rientrato.

    E’ diventato un rito della domenica pomeriggio. Quando ritornavo dall’allenamento lui era lì ad aspettare; mi sono reso conto che non lo vedevo negli altri giorni.

    Ho preso l’abitudine di chiacchierare con lui: gli raccontavo che avevo impiegato un minuto in meno per fare il solito numero di vasche, che il giorno dopo sarei dovuto andare con Camilla dal veterinario, di certe giornate senza stimoli e con troppo tempo da trascorrere, dei posti che mi sarebbe piaciuto andare a visitare e nei quali non ero ancora stato.
    Anche lui raccontava qualcosa, un tubare veloce, che certe volte si alzava di tono raggiungendo note epiche quando, immagino, mi raccontava delle sue imprese giovanili e di quanti posti avesse visto dall’alto.
    Avevo anche preso l’abitudine di portare con me un pochino di pane e dargli qualche briciola; le accettava, ma senza ingordigia, con sobrietà, come se le considerasse semplicemente una cortesia tra amici.
    Chiacchieravamo al sole e dalle case intorno proveniva il sottofondo delle radio che trasmettevano la partita di calcio, le risate dei giochi dei bambini, talvolta qualche litigio familiare.

    Abbiamo trascorso così tutta la primavera.
    Poi un pomeriggio è arrivato a posarsi sul solito posto sul parapetto.
    Ho preso a raccontare qualcosa, poi anche lui ha detto qualcosa, tubando con un tono grave che non gli avevo mai sentito prima.
    Ho capito che mi stava salutando.
    Quando sono rientrato ho visto che mi fissava e sembrava quasi sorridere.

    Non l’ho più rivisto.
    Immagino che dovesse volare verso altri cieli o forse aveva sentito il richiamo di un Cielo ancora più alto.

    Non ho mai pensato a dargli un nome e non ho idea di come potesse chiamarsi tra i suoi simili. Ma è stato il mio compagno di tanti pomeriggi assolati e gli sono grato per questo.
    Ciao piccolo amico pennuto, sono certo che un giorno ci incontreremo nuovamente, magari su bel prato fiorito e profumato, e riprenderemo a raccontarci i nostri pensieri.
  5. Il sapore amaro favorisce la digestione nel porcellino d'india.

    27 April 2019 - 03:05 PM

    Ci è capitato spesso di leggere in Forum il particolare apprezzamento dei porcelli per la verdura in foglia un po’ amarognola come la catalogna, le cime di rapa, il radicchietto, la belga, eccetera.
    Bene, ora la scienza ci insegna che questa predilezione ha anche una funzione nel favorire la loro (e la nostra) digestione.

    Infatti, il gusto gioca un ruolo importante nell’attivare la digestione e l’assorbimento dei nutrienti e più in particolare studiando i porcellini si è potuto appurare che le sostanze amare regolano la secrezione di ormoni e la motilità intestinale attraverso i recettori del gusto amaro (TAS2Rs) che sono localizzati nelle papille gustative della lingua e nelle cellule epiteliali endocrine della mucosa gastrica.
    Quindi, come si dice, i nostri piccoli amici uniscono l’utile al dilettevole; capito che furboni?

    Fonte: Harada Y e coll. Role of bitter taste receptors in regulating gastric accomodation in guinea pigs. Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics, 9 aprile 2019.

    p.s.: la percezione del sapore amaro ha anche un ruolo nel riconoscimento delle sostanze tossiche presenti negli alimenti.

Commenti

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    Diletta 

    02 May 2019 - 14:54
    Ciao carissimo Paolo, che piacere sentirti! :) Grazie mille per il pensiero :) Un forte abbraccio per te e tante carezzine per le tue dolcissime creature!
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    Alice92 

    07 Mar 2019 - 20:37
    Ciao Paolo, grazie... ^^ Vado e vengo perchè da smartphone non riesco a vedere i messaggi e discussioni come su pc, mannaggia -.-
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    Nora87 

    18 Dec 2018 - 14:08
    Ciao! Ho visto solo ora, con immenso ritardo, gli auguri per il mio compleanno...grazie!
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    Piocchiolina 

    28 Nov 2018 - 13:19
    Grazie Paolo, un caro saluto
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    Rufy 

    29 Oct 2018 - 12:03
    Ciao Paolo! Il prossimo febbraio Fofi (la cavia alpaka di color grigio nell'avatar) compierà tre anni :D Ha avuto un po' di acciacchi, ma sono stati risolti con il veterinario, per fortuna... però per colpa delle alimentazioni forzate Fofi ha sviluppato un carattere un po' scorbutico :( ma l'importante è che stia bene, giusto? Un caloroso saluto cavioso da Fofi!
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    budino_tambu 

    30 Sep 2018 - 15:09
    ciao paolo ho visto adesso gli auguri per il mio compleanno, ti ringrazio :)
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    Snoopyno 

    21 Sep 2018 - 09:13
    Ha un'alimentazione eccellente, seguito da un grande veterinario, è un valore insolito che si altera xchè in genere succede nei carnivori e non negli erbivori.Io non so + cosa fare
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    Snoopyno 

    21 Sep 2018 - 09:11
    Dopo 3 settimane continua a bere, il valore è sceso ma non siamo ancora nella norma. Ho paura non lo nego xchè i reni faticano in questo modo e mi chiedevo appunto se con la tua esperienza tu avessi avuto modo di affrontare situazioni simili e se ci fosse qualcosa che posso fare
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    Snoopyno 

    21 Sep 2018 - 09:09
    Per farti capire meglio ha alterato la creatina dopo antibiotico, dopo che io sono stata male due volte, lui è molto empatico e legato a me. Ora in agosto io sono stata via 5 gg xchè sono dovuta andare dalla mia famiglia e lui è rimasto con la pet sitter, non potevo portarlo con me x via del troppo caldo, al ritorno lui era nervoso con ansia da separazione e creatina alterata, molto alta
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    Snoopyno 

    21 Sep 2018 - 09:07
    Ciao Paolo, eccomi e grazie!! Snoopy ha 4 anni e da due anni a questa parte ci siamo accorti che in condizioni di stress non volute(quindi esterne) lui altera il valore della creatina nelle urine, ciò comporta un affaticamento dei reni. Me ne accorgo xchè inizia a bere ed una cosa che lui non fa manco in agosto.
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    Lessy 

    11 Jun 2018 - 09:51
    ciao paolo, si ho provato a postare però ho solo avuto problemi con il caricamento di foto da imageshack, non dipendeva dal forum ;)
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    Diletta 

    03 May 2018 - 17:32
    I tuoi tesori :) Anch'io sempre in compagnia con anastasio, alice e company :) Sono adorabili e unici per me i miei amori for ever
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    Diletta 

    03 May 2018 - 17:14
    Ciaooo Paolo, Grazie per il pensiero, sei un tesoro! Io sto bene :) Tu come sta? Un abbraccio!
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    Pandy 

    16 Jan 2018 - 20:57
    ... ma in fondo è anche coccolone!
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    Pandy 

    16 Jan 2018 - 20:56
    Ciao Paolo! Ricky ora fortunatamente sta bene. Purtroppo prima di natale è stato operato e gli hanno tolto 22 cm di intestino. Anche i veterinari non hanno saputo dirmi come mai è andato in cancrena. Speriamo non ricapiti più nulla. Per il resto tutto benissimo. Ha il suo caratterino ma in fondo qGrazie mille per l'interessamento!
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