Amica Cavia: paolo - Visualizza il profilo - Amica Cavia

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Discussioni che ho iniziato io

  1. Buona Pasqua!

    21 April 2019 - 10:28 AM

    Buona Pasqua a tutti!

    In questo giorno mi piace pensare che tutti i piccoli amici di ogni specie che ci hanno lasciato siano felici e luminosi e abbiano uno sguardo anche per noi. :love:
  2. Aumento di peso di mamma cavia in corso di gravidanza.

    15 April 2019 - 08:49 AM

    Quando una giovane cavia femmina da poco entrata in casa nostra continua ad aumentare di peso ci chiediamo se dipenda dalla sua fisiologica crescita o se possa essere in dolce attesa. O più semplicemente ci domandiamo quanto peso possa acquistare mamma cavia nel corso della sua gravidanza.
    Mentre studiavo la letteratura su un argomento piuttosto lontano da questo, la carenza di vitamina C nel porcellino d'india, mi sono imbattuto in questa tabella che riporta l'incremento ponderale in corso di gravidanza di una settantina di cavie; sebbene abbia un valore puramente indicativo, può essere utile per avere un'idea di come cambi il peso delle cavie in dolce attesa.


    Allega file  Schjoldager 2013.JPG (22.32K)
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    (pallini vuoti: cavie con deficit di vitamina C; pallini pieni: cavie con normale vitamina C).

    Fonte:
    Schjoldager JG e coll. British Journal of Nutrition 2013; 110: 1573-1579.
  3. I veterinari e gli animali da compagnia in Italia

    08 April 2019 - 09:01 AM

    Su VetJournal è stato pubblicato un sunto di un'indagine condotta da ANMVI sul ruolo e la percezione del veterinario da parte dei proprietari di animali da compagnia. Riporto integralmente il testo pubblicato su VetJournal, rivista di informazione veterinaria digitale alla quale sono debitore per tante utili segnalazioni e recensioni.
    Riguardo al contenuto dell'indagine, commento soltanto che si iniziano a vedere delle note positive nell'interazione tra proprietari e veterinari, con i primi sempre più attenti alle esigenze di loro piccoli amici e i secondi sempre più preparati.


    I veterinari e gli animali da compagnia in Italia

    A dicembre 2018 l’ANMVI (Associazione Italiana Medici Veterinari Italiani) ha condotto una indagine quantitativa, tramite interviste telefoniche effettuate con Sistema C.A.T.I. (Computer Aided Telephone Interview) e conforme al codice ESOMAR (European Society for Opinion and Marketing Research), su un campione rappresentativo delle famiglie italiane che possiedano un animale domestico (esclusi pesci e invertebrate) e che abbiano instaurato un rapporto di cura e consulenza con i veterinari. La finalità dell’indagine era quella di sondare la percezione dei proprietari di pet relativamente all'importanza delle cure veterinarie e le aspettative che hanno nei confronti della figura del professionista veterinario.

    La domanda inerente alla frequenza media con cui un proprietario porta il proprio animale a visita (mai/solo in caso di emergenze, una volta l’anno, due volte l’anno, più di due volte l’anno) ha mostrato che la percentuale di chi si reca regolarmente dal veterinario più di due volte l’anno (44,6%) è in crescita rispetto agli anni precedenti (38,6% negli anni 2017 e 2011; 21,4% nel 2007), soprattutto nelle regioni meridionali e centrali. Diversamente, rimane pressoché invariata la percentuale di clienti che vanno dal veterinario esclusivamente in caso di emergenza (il 16,6%; contro il 14,5% del 2017, il 15,3% del 2011 e il 18,3% del 2007). Le motivazioni più comunemente addotte dai proprietari che si recano poco dal veterinario sono che il proprio animale sta bene, che si va dal veterinario solo per le vaccinazioni o in caso di emergenza. È interessante notare che mentre le ultime due motivazioni sono state addotte in percentuali crescenti negli ultimi anni, l’andare raramente dal veterinario perché il proprio animale sta bene è stata una giustificazione riportata in una percentuale decrescente (67,4% contro l’87,5% del 2017) e per lo più da chi non ha un veterinario di fiducia (81,2%). Questi dati suggeriscono una sensibilità e un grado di informazione sempre maggiore dei proprietari, associate ad una fiducia nei confronti della figura professionale del veterinario. La salute e il benessere del proprio pet, intese come prevenzione, sta diventando una necessità sempre più sentita. Il medico veterinario viene considerato un influencer per le scelte relative all'alimentazione e, più in generale, riguardo tutte le problematiche ad essa annesse. Non a caso, il 48,8% dei clienti chiede consulto per la scelta del tipo di alimentazione e del pet food specifico; percentuale che aumenta fino a 81,4% per problematiche più generali, ma sempre collegate all'alimentazione.

    Negli ultimi anni si afferma con maggiore rilevanza l’immagine del veterinario di fiducia come professionista, nel quale il cliente ricerca qualità quali competenza (43%) e serietà (39,8%), con percentuali di fidelizzazione molto elevate (85,1%). A dimostrazione della fiducia nei confronti della figura del veterinario, il 94,7% dei clienti dichiara di seguire sempre o quasi sempre le indicazioni fornitegli.
    Negli ultimi 10 anni è aumentata la percezione che non vi sia uno standard uniforme di qualità delle prestazioni fornite. Il 65,2% dei clienti si dimostra disposto a spendere cifre più elevate per la cura del proprio pet qualora questo si traduca in una maggiore garanzia della qualità del servizio offerto. Che una struttura veterinaria sia ufficialmente certificata per la sua attività è considerato un valore aggiunto per il 93,5% dei proprietari, e questo è vero anche nel caso delle capacità scientifiche e professionali dei singoli medici veterinari che vi operano all'interno.
    L’ESVPS (European School of Veterinary Post Graduated Studies) ha da tempo istituito dei programmi di formazione post-laurea (GPCert, General Practitioner Certificate) nelle diverse discipline d’interesse allo scopo di fornire una preparazione standardizzata su rigide indicazioni europee. Si tratta di una qualifica di livello intermedio, riconosciuta di valore internazionale, che risponde alle richieste sempre più esigenti dei proprietari di animali domestici.
  4. La separazione precoce dalla madre induce depressione nel porcellino d’india

    17 March 2019 - 10:57 AM

    Poco tempo fa un gentile amico del nostro Forum ha avuto la sensibilità di chiedere quale fosse l’età giusta per separare un cucciolo dalla madre.

    L’argomento è già stato parzialmente trattato in una scheda precedente http://www.amicacavi...ce-dalla-madre/ nella quale abbiamo voluto evidenziare un aumentato rischio di malattia in cavie che hanno subito un distacco precoce dalla madre.
    Oggi invece vorrei fare il punto sull’effetto depressivo provocato dal distacco, basandomi sui più recenti contributi scientifici sull’argomento.

    La separazione precoce dalla madre o l’interruzione di altri rapporti affettivi nei primi periodi di vita aumentano il rischio di sviluppare una patologia depressiva in età successiva negli individui più vulnerabili.
    Lo studio dei meccanismi che portano alla depressione ha visto uno scambio di conoscenze tra le specie Homo sapiens e Cavia porcellus perché entrambe hanno dato un contributo per meglio comprendere le cause di questo tipo di patologia.
    In questa sede la nostra attenzione si focalizza naturalmente sul porcellino d’india.

    Tutti gli individui di una specie mostrano differenze individuali nelle caratteristiche fisiologiche, somatiche e comportamentali, tanto nel giovane quanto nell’adulto. La variabilità del fenotipo è determinata da fattori genetici, ma ad essa contribuiscono anche fattori non genetici, quali le condizioni ambientali in utero e subito dopo la nascita (i cosiddetti “effetti materni”).
    Le condizioni prenatali, infatti, influenzano lo sviluppo della progenie in molte specie animali. Nei mammiferi, l’ambiente sociale nel quale la madre vive durante la gravidanza e l’allattamento ha importanti effetti sullo sviluppo della progenie; per esempio, un ambiente eccessivamente affollato, instabile e pieno di sfide è causa di stress materno e avrà inevitabilmente effetti sul nascituro e sul cucciolo.
    Lo stress durante la gravidanza della cavia provoca una diminuzione del livello di androgeni che determina una infantilizzazione comportamentale dei maschi che si esprime, per esempio, con una maggiore tendenza a riposare a contatto fisico con altre cavie.

    Il porcellino d’india alla nascita è altamente sviluppato, ha occhi e orecchie aperte ed è già mobile; praticamente è un adulto in miniatura e richiede poche cure materne attive.
    Il comportamento materno della cavia è molto passivo, limitandosi ad assumere una posizione adatta perché il cucciolo possa prendere il latte e a leccarlo per stimolarlo, prevalentemente durante la prima settimana di vita.
    I cucciolini stanno vicino alla madre e la seguono, mostrano di riconoscerla e preferirla, la usano come base sicura per l’esplorazione e mostrano chiari segni di stress quando separati da essa. La madre non va in cerca del piccolo, ma è il piccolo a cercare la madre, che comunque risponde ai suoi richiami e va verso di lui; è solo la forte attrazione mostrata dal cucciolo che contribuisce a mantenere la vicinanza tra i due.

    Nonostante queste minime cure parentali, la madre e le altre figure sociali presenti influenzano marcatamente i processi biocomportamentali della prole.
    Il periodo che precede lo svezzamento è quello in cui l’attaccamento alla figura materna predomina il mondo sociale del porcellino d’india; la rimozione dell’oggetto dell’attaccamento emozionale ha profondi effetti sul comportamento e la psicologia del giovane porcellino d’india.

    Quando i cuccioli di cavia sono sperimentalmente separati dalla madre e alloggiati in una gabbia che non conoscono si osserva una risposta fisiologica di stress bifasica, attiva/passiva.
    Inizialmente i piccoli si dimostrano agitati, si muovono all’interno della nuova gabbia ed emettono degli acuti vocalizzi di protesta che vanno a diminuire in durata, ma aumentano in frequenza; successivamente, dopo circa un’ora, insorge una risposta passiva caratterizzata da una postura raggomitolata, pelo arruffato, occhi socchiusi, scarso interesse per ciò che li circonda e un aumento della temperatura corporea, autentica febbre.
    Il reinserimento della madre sopprime la risposta passiva, mentre quello di un fratellino, di un’altra femmina adulta o di un maschio ha effetto scarso o nullo.
    Più è precoce la separazione, maggiore è la durata del periodo di immobilità.
    Se la separazione è prolungata o viene ripetuta la risposta fisiologica da stress risulta più marcata (anche la temperatura corporea aumenta più rapidamente) e provoca una sensibilizzazione: le modificazioni biochimiche di tipo infiammatorio causate dalla separazione dalla madre possono causare disturbi a carattere depressivo o ansiogeno in età successiva nella vita del porcellino.

    Ma quali sono le basi biochimiche del comportamento del cucciolo dopo la separazione dalla madre?
    Sappiamo che la stimolazione del sistema immunitario innesca una reazione sistemica fisiologica e comportamentale nota come risposta di fase acuta o, come diremmo noi profani, stato di malattia. E’ sempre più evidente che la risposta di fase acuta, inclusi i comportamenti da malattia, non è determinata solo da infezioni, ma anche da stress e minacce ambientali.
    Sempre più evidenze suggeriscono che le risposte infiammatorie hanno un ruolo in alcune forme di patologia depressiva: i pazienti depressi hanno livelli più alti di citokine e di altre proteine di fase acuta; sappiamo inoltre che la somministrazione terapeutica di molecole proinfiammatorie come l’alfa-interferone induce depressione in oltre la metà dei pazienti.

    Le modifiche comportamentali osservate nel cucciolo precocemente separato dalla madre (postura ricurva, pelo arruffato, tremore, febbre) sono in realtà delle risposte adattative che contribuiscono alla guarigione: la febbre, per esempio, contribuirebbe a inibire la proliferazione dei patogeni.
    La correlazione tra risposta immunitaria e depressione avrebbe avuto dei vantaggi evolutivi, indirizzando risorse energetiche cruciali alla richiesta metabolica della febbre durante il tempo di esposizione ai patogeni. Nonostante il rischio della depressione, queste mutazioni possono aver incrementato la resistenza all’assalto dei patogeni prima dell’avvento della moderna sanità e della terapia antibiotica





    Livelli di cortisolo, come misura dello stress, di cuccioli di cavia messi in una gabbia diversa da soli (pallini pieni) o con la madre (pallini vuoti). Se trasferiti da soli i piccoli sono molto più spaventati. (da Hennessy 2003)

    Allega file  Hennessy 2003 fig 2.JPG (22.66K)
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    Componenti della risposta da stress nei cuccioli dopo separazione dalla madre.
    La fase attiva, ovvero richiami (vocalization) e attività motoria (locomotion) vanno a diminuire per lasciare posto a una risposta passiva caratterizzata da postura raggomitolata (crouch), occhi chiusi (eye-close) e pelo arruffato (piloerection). (da Hennessy 2014)

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    Grafico in alto: aumento della temperatura corporea in cuccioli dopo trasferimento in un’altra gabbia da soli (pallini pieni) o con la madre (pallini vuoti).
    Grafico in basso: se il trasferimento è ripetuto anche il giorno successivo la temperatura corporea nei cuccioli da soli sale repentinamente. (da Hennessy 2010)

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    Effetti della separazione ripetuta sulla risposta infiammatoria della seconda fase (passiva): posizione raggomitolata (crouch), occhi chiusi (eye-close) e pelo arruffato (piloerection) sono molto più evidenti nei cuccioli che sono stati separati una seconda volta dalla madre. (da Hennessy 2010)

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    Nella foto il tipico atteggiamento di un cucciolo separato dalla madre.
    Notare nel grafico a pallini vuoti come la risposta passiva sia più evidente nel caso di una seconda separazione precoce e l’effetto di sensibilizzazione di una eventuale terza separazione più avanti. (da Hennessy 2019)

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    Notare quanti fattori, intrinseci o acquisiti, possono essere causa di comportamenti di tipo depressivo. (da Raison 2006)

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    Fonti delle illustrazioni.

    Hennessy MB. Developmental Psychobiology 2003; 42: 225-236.
    Hennessy MB et al. Physiology & Behavior 2010; 100: 305-310
    Hennessy MB. Developmental Psychobiology 2014; 56: 1747-1754.
    Hennessy MB et al. Frontiers in Behavioral Neuroscience 2019; 12: 314.
    Raison CL et al. Trends in Immunology 2006; 27: 24-31.
  5. Il veterinario visto da un proprietario di cavie.

    20 February 2019 - 04:35 PM

    Veterinary Record, la rivista ufficiale della British Veterinary Association e dalla quale ho spesso recensito articoli per il nostro Forum, ospita una rubrica dal titolo “What is your client thinking?”

    La rivista è pubblicata settimanalmente e nel fascicolo del 7 febbraio 2019 ho trovato questo interessante articolo di un proprietario di cavie che allego; l’ho tradotto spero al meglio e lo lascio alla vostra attenzione e ai vostri commenti.


    Treating guinea pig seriously.

    Io prendo molto seriamente la salute dei miei pets, come la maggior parte dei proprietari affettuosi, ma le mie spese veterinarie sono per i miei cinque porcellini d’india. Nel corso di tre anni ho avuto diverse esperienze con i veterinari, che mi hanno portato a frequentare due cliniche in cui sono presenti i miei veterinari preferiti.
    In una clinica, che ho trovato mediante un forum, è presente un veterinario particolarmente interessato ai porcellini d’india. Il problema è che questa clinica è a 40 minuti d’auto, perciò la uso solo in situazioni che non siano di emergenza.
    Invece, per le situazioni che richiedono che l’animale sia visto entro 30 minuti, uso un veterinario del posto. In una situazione di emergenza io credo che rivolgersi a un veterinario senza un’esauriente conoscenza degli esotici (con me che lo scruto come un falco) sia meglio che perdere un animale durante il tragitto in auto.
    Il mio interessamento ai porcellini e la meticolosità per la loro salute hanno ricevuto differenti reazioni. Presso la clinica a me più vicina e meno apprezzata ho incontrato dei veterinari che sembravano volermi mettere alla porta; forse pensavano che volessi sprecare il loro tempo con animali così piccoli? O forse mancavano di sicurezza nella loro competenza verso questa specie?
    Faccio una quantità di domande per ottenere un quadro completo della diagnosi e delle opzioni di cura. Di sicuro non desidero che mi vengano omesse opzioni supponendo che io non vorrei prendere in considerazione una procedura che costa “X” per il benessere della cavia. Ai congressi ho incontrato veterinari che hanno deriso il mio punto di vista che un cane non ha un valore maggiore rispetto a un porcellino d’india. Invece alcuni veterinari e loro assistenti sono rimasti imbarazzati e sono arrossiti per la cifra richiesta per l’estrazione di un filo di fieno da un occhio o per una chiamata fuori orario, con qualcuno che ha sottolineato essere “troppo per un porcellino d’india”. Perciò, l’essere proprietari responsabili dovrebbe essere visto negativamente?
    Per contro, ho avuto bellissime esperienze con la mia clinica; il nostro check-up annuale è un piacere e il veterinario ricorda benissimo la visita precedente. E’ così bello avere un veterinario contento di vedere che hai portato dei porcellini e che dà loro la cura e l’attenzione ai dettagli che darebbe a un cane o a un gatto.
    Naturalmente non è solo un problema a livello di pratica; avendo frequentato gli studenti di veterinaria ed essendo stato in un campus veterinario durante i miei studi, mi pare ci sia una carenza di insegnamento e ricerca relativamente agli animali esotici. C’è anche carenza di farmaci autorizzati per gli esotici se comparati con quelli disponibili per cani e gatti.
    Nella mia esperienza, sembra esserci la consapevolezza fra i proprietari di cavie “navigati” sull’importanza di avere non un veterinario qualunque, ma un veterinario realmente esperto in esotici; questo per il timore della prescrizione di farmaci inadatti, perché molti non sono autorizzati per l’uso nella cavia, e della mancata diagnosi della malattia per mancanza di competenza. Alcuni proprietari hanno vissuto esperienze negative in prima persona o conoscono quelle di altri. Mi preoccupa che molte cavie, e altri piccoli animali da compagnia, possano ricevere cure inadeguate perché il veterinario manca di esperienza, sicurezza, passione e per un pregiudizio sulla ricettività del proprietario al trattamento.
    Si, una cavietta costa 25 sterline (meno di 30 euro) presso il pet shop locale, ma è bisognosa di più attenzioni di ogni altro pet. Se il veterinario si propone con questo atteggiamento sicuramente potrà influenzare positivamente anche i proprietari; questo può solo essere un bene per il benessere del porcellino. Auspicabilmente inizieremo a vedere più veterinari che hanno piacere di ricevere cinque cavie nel loro ambulatorio.

Commenti

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    Alice92 

    07 Mar 2019 - 20:37
    Ciao Paolo, grazie... ^^ Vado e vengo perchè da smartphone non riesco a vedere i messaggi e discussioni come su pc, mannaggia -.-
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    Nora87 

    18 Dec 2018 - 14:08
    Ciao! Ho visto solo ora, con immenso ritardo, gli auguri per il mio compleanno...grazie!
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    Piocchiolina 

    28 Nov 2018 - 13:19
    Grazie Paolo, un caro saluto
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    Rufy 

    29 Oct 2018 - 12:03
    Ciao Paolo! Il prossimo febbraio Fofi (la cavia alpaka di color grigio nell'avatar) compierà tre anni :D Ha avuto un po' di acciacchi, ma sono stati risolti con il veterinario, per fortuna... però per colpa delle alimentazioni forzate Fofi ha sviluppato un carattere un po' scorbutico :( ma l'importante è che stia bene, giusto? Un caloroso saluto cavioso da Fofi!
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    budino_tambu 

    30 Sep 2018 - 15:09
    ciao paolo ho visto adesso gli auguri per il mio compleanno, ti ringrazio :)
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    Snoopyno 

    21 Sep 2018 - 09:13
    Ha un'alimentazione eccellente, seguito da un grande veterinario, è un valore insolito che si altera xchè in genere succede nei carnivori e non negli erbivori.Io non so + cosa fare
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    Snoopyno 

    21 Sep 2018 - 09:11
    Dopo 3 settimane continua a bere, il valore è sceso ma non siamo ancora nella norma. Ho paura non lo nego xchè i reni faticano in questo modo e mi chiedevo appunto se con la tua esperienza tu avessi avuto modo di affrontare situazioni simili e se ci fosse qualcosa che posso fare
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    Snoopyno 

    21 Sep 2018 - 09:09
    Per farti capire meglio ha alterato la creatina dopo antibiotico, dopo che io sono stata male due volte, lui è molto empatico e legato a me. Ora in agosto io sono stata via 5 gg xchè sono dovuta andare dalla mia famiglia e lui è rimasto con la pet sitter, non potevo portarlo con me x via del troppo caldo, al ritorno lui era nervoso con ansia da separazione e creatina alterata, molto alta
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    Snoopyno 

    21 Sep 2018 - 09:07
    Ciao Paolo, eccomi e grazie!! Snoopy ha 4 anni e da due anni a questa parte ci siamo accorti che in condizioni di stress non volute(quindi esterne) lui altera il valore della creatina nelle urine, ciò comporta un affaticamento dei reni. Me ne accorgo xchè inizia a bere ed una cosa che lui non fa manco in agosto.
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    Lessy 

    11 Jun 2018 - 09:51
    ciao paolo, si ho provato a postare però ho solo avuto problemi con il caricamento di foto da imageshack, non dipendeva dal forum ;)
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    Diletta 

    03 May 2018 - 17:32
    I tuoi tesori :) Anch'io sempre in compagnia con anastasio, alice e company :) Sono adorabili e unici per me i miei amori for ever
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    Diletta 

    03 May 2018 - 17:14
    Ciaooo Paolo, Grazie per il pensiero, sei un tesoro! Io sto bene :) Tu come sta? Un abbraccio!
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    Pandy 

    16 Jan 2018 - 20:57
    ... ma in fondo è anche coccolone!
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    Pandy 

    16 Jan 2018 - 20:56
    Ciao Paolo! Ricky ora fortunatamente sta bene. Purtroppo prima di natale è stato operato e gli hanno tolto 22 cm di intestino. Anche i veterinari non hanno saputo dirmi come mai è andato in cancrena. Speriamo non ricapiti più nulla. Per il resto tutto benissimo. Ha il suo caratterino ma in fondo qGrazie mille per l'interessamento!
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    Simo74 

    12 Jan 2018 - 09:30
    Tanti Auguri anche qui caro Paolo! Che sia una di tante meravigliose giornate!!
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